Allattamento al seno: problemi, sfide e cifre

L’allattamento al seno continua a essere uno dei problemi principali per molte donne, soprattutto nuove, dopo il parto.

Perché molte volte, in quella grande sfida che è l’allattamento al seno, se hai latte in eccesso, alla fine finisce per dare molto fastidio alla mamma, quindi è più consigliabile rimuoverlo, poiché sul mercato sono presenti sistemi sempre più avanzati e può essere conservato in borse che sono anche compatibili con la maggior parte dei tiralatte che normalmente vengono maneggiati.

In questo senso, molte coppie scelgono di combinare il latte materno in un biberon e il latte materno direttamente al seno. È vero che, nel secondo caso, di solito è più comodo, dato che salta il passaggio di rimuoverlo, ma ci sono diversi prodotti per l’allattamento che aiutano a farlo, è facile se quello che la coppia sta cercando è provare accelerare il passaggio al futuro biberon e non generare dipendenza dalla madre.

Una dipendenza che è effettivamente sana. Infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia l’allattamento al seno fino a due anni del bambino. Questa pratica, però, è molto poco seguita, per diversi motivi, tra i quali spiccano, da un lato, l’incorporazione precoce della madre al lavoro ed i ritmi di vita e, dall’altro, le poche informazioni che di solito si ricevono dal professionista sanitario.

Esatto quando le mamme vanno dal pediatra con il loro bambino per i controlli e per farlo crescere sano, si percepisce che l’allattamento al seno è anche una sfida per gli operatori sanitari, che non riescono a spiegare e trasmettere il importanza di continuare con questo latte oltre i 6 mesi che si è abituati a fare e che è il minimo che l’OMS consiglia al riguardo.

Secondo studi dell’OMS, dell’Unicef ​​o dell’Associazione spagnola di pediatria sull’allattamento naturale al seno (NL), è stato rilevato che non c’è una solida conoscenza di questo argomento, motivo per cui l’allattamento al seno è spesso legato alla disponibilità o meno della madre che ha a che fare con il lavoro e altri compiti.

Molti sono i gruppi che chiedono che, oltre a difendere il congedo di maternità come qualcosa di necessario per la crescita del bambino – e il recupero della madre – promuova anche l’allattamento al seno libero, libero da pregiudizi e ostacoli.

In Spagna, la realtà dei bambini varia da comunità a comunità, essendo il Paese Basco in testa alla lista con il 39,1% dei bambini che bevono latte materno durante i primi sei mesi di vita. Questa cifra, sebbene non così alta come dovrebbe essere, si contrappone Ceuta e Melilla, dove la percentuale non arriva a 2 punti, un fatto che dovrebbe essere di grande preoccupazione per le famiglie, la comunità medica e l’amministrazione.

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